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lunedì 8 luglio 2013
giovedì 4 luglio 2013
Arredamento d’interni e illuminazione a LED
Un sodalizio in perfetto stile eco-friendly
Non c'è bisogno di tante spiegazioni per descrivere che cosa succede quando la tecnologia incontra la quotidianità. Sino ad ora abbiamo visto come l' illuminazione a LED sia molto facile da applicare agli ambienti di lavoro, all' interno di navi, yacht e imbarcazioni.
Si presentano così, semplici da installare, dei gioielli che illuminano i posti più impensabili. Donano un effetto strepitoso all' arredamento e hanno un consumo energetico molto basso. Nelle foto qui in cascata li vediamo collocati sopra le tende, a riflettere il soffitto. La sera è piacevole perchè contribuisce a evocare un effetto elegante, un esempio artistico di illuminazione.

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mercoledì 3 luglio 2013
Storia dell’arredamento di bordo
Dall’ Ottocento agli anni Venti l’arredamento dei transatlantici si trasformò in una fedele riproduzione dei grandi alberghi frequentati dalla borghesia e dalla nobiltà.
La grande nave passeggeri si trasformò da mezzo di trasporto ad albergo galleggiante impegnando esteti, decoratori e architetti in accesi dibattiti per scegliere lo stile dell’arredamento. Ci fu una fase iniziale dalla nascita del piroscafo alla prima decade del Novecento, nella quale l’arredo di bordo veniva progettato e realizzato dal carpentiere navale e il risultato finale erano delle finiture e dei mobili dall’ aspetto massiccio e spartano.
Con l' avvento dei grandi transatlantici si sviluppò ulteriormente la decorazione dei ponti alti occupati dalle classi superiori, inutile dire che le ampie stanze destinate agli immigrati non subirono variazioni nè di tipo architettonico nè di tipo decorativo. Gli ingegneri navali a questo punto si limitarono a progettare in totale autonomia solo gli spazi e le strutture di bordo, rivoluzionati poi in un secondo momento dall’ intervento di falegnami e tappezzieri che provvedevano a nascondere con i loro decori la struttura della nave, con la speranza di dare ai passeggeri l’impressione di non essere in balia dell’oceano, ma comodamente seduti all' interno di un albergo sfarzoso. Il risultato fu una cozzaglia di stili diversi uniti in uno stesso ambiente che poteva passare dal gotico francese al barocco veneziano, dal manierismo inglese al rinascimento fiorentino, dallo stile assiro babilonese.
Col passare degli anni i contatti tra ingegneri e arredatori diventarono sempre più frequenti fin quasi a fondersi nella bellezza della forma aerodinamica e funzionale. Il designer triestino Gustavo Pultizer Finali esportò in tutto il mondo lo stile Novecento, con capolavori quali Conte di Savoia del 1932, Victoria del 1933, Neptunia del 1933 e Calilea del 1936.
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